Viaggio in Asia: 17 giorni alla scoperta dell’Oriente

  • BANGKOK (Volo interno Chiang Mai)
  • CHIANG MAI (2 NOTTI)
  • CHIANG RAI (White Temple – Spostamento via Mekong River, Laos)
  • PAK BENG (Mekong River Laos – 1 NOTTE)
  • LUANG PRABANG (2 NOTTI)
  • NONG KHIAW (1 NOTTE)
  • MUANG KHUA (1 NOTTE)
  • NOTTE IN BUS
  • HANOI (3 NOTTI)
  • HONG KONG (3 NOTTI)

GIORNO 1: BANGKOK – volo interno

Eccomi in partenza per una nuova avventura. Questa volta sarà un viaggio davvero particolare ed emozionante. Guardando un documentario nei mesi precedenti ho avuto ispirazione per programmare questo viaggio nel nord di 3 paesi del sud est asiatico.

Arrivando a Bangkok, prenderò un volo interno direzione Chiang Rai, visiterò la zona compresa Chiang Mai. Da qui con due giorni di navigazione via Mekong entrerò in Laos per arrivare a Luang Prabang. Rimarrò per 3 giorni qui per poi spostarmi verso il nord del Vietnam, entrando via terra per una dogana aperta da poco. Arriverò poi ad Hanoi dove scoprirò una delle meraviglie del mondo e cioè la baia di Halong.
Per concludere prenderò un volo che mi porterà ad Hong Kong dove poi rientrerò in Svizzera.
Sarà un viaggio particolare dove mi sposterò soprattutto con mezzi pubblici locali e che quindi prenderà molto tempo.

Questa volta non mi fermerò a Bangkok ma ho un volo interno che mi porterà a Chiang Mai la stessa giornata. Arrivato a Chiang Mai, con un volo da Bangkok (Airasia) di circa 1h mi dirigo in centro per cercare un posto per la notte.

L’idea è quella di visitare la città (seconda per grandezza Thai) dove trascorrerò due notti, per poi dirigermi verso Chiang Rai, visitare il tempio Wat Rong Khun meglio conosciuto come tempio bianco, il quale è di strada.

Arrivato a Chiang Mai, cerco subito un posto per la notte.

Com’è mia consuetudine, in questi viaggi nel sud est asiatico, normalmente non riservo nulla prima, ma preferisco una volta arrivato, cercare una guesthouse, un hotel. Così facendo sono molto più libero ed elastico nel gestirmi le giornate senza dover per forza soggiornare in un luogo. Chiang Mai mi colpisce subito positivamente. Trovata una guesthouse per 5 USD vicino al centro, scarico lo zaino e vado in centro per cena e per prendere conoscenza di questa città.

Chiang Mai è la seconda città per importanza dopo Bangkok, la città più importante del nord della Thailandia, soprattutto a livello culturale e religioso. Si trova a ca. 700 km da Bangkok ed è situata vicina alle montagne più elevate del paese.

La città è percorsa dal fiume Ping che è il principale affluente del Chao Praya River che attraversa Bangkok. Fondata nel 1296, ancora oggi possiede nel suo centro storico delle mura che la circondano e un canale.
 
Le sue principali attrattive sono i Wat (complessi religiosi / templi). Nel centro storico, ci sono diversi mercatini infatti Chiang Mai è molto rinomata per il suo artigianato locale e la città brulica di turismo.
Dopo cena, mi dirigo alla mia Guesthouse.

GIORNO 2: CHIANG MAI

La giornata prevede la visita dei vari templi della città.

Dopo una sostanziosa colazione mi dirigo verso il Wat Chiang Man (Figura 1), la città è tutta visitabile a piedi senza utilizzare mezzi pubblici. Questo tempio è il più vecchio della città è conserva al suo interno due importanti statue di Buddha. In questa zona nella città vecchia vi sono molti Wat da visitare.

Vicino al Wat Chiang Man visito il Wat Si Phum (Figura 2). Sono tutti templi molto belli, ben tenuti che vale la pena vedere.
Mi dirigo poi verso il Wat Phan Tao (Figura 4) che racchiude un edificio in tek (legno) che è considerato uno dei tesori nascosti di Chiang Mai.

In diagonale rispetto a quest’ultimo si trova il Wat Chedi Luang (Figura 3), costruito nel 1461 e gravemente danneggiato sia da un terremoto sia dalla guerra contro i Birmani nel sedicesimo secolo.

Visito anche il Wat Pra Sing (Figura 5) risalente al 1345 perfetto esempio di stile architettonico del nord Thai.

La mattinata passa visitando questa moltitudine di templi.

Il pomeriggio lo dedico allo shopping e al mercato della città. Rientro più tardi nella mia guesthouse per riposarmi e fare una doccia.

Leggendo su internet mi ero marcato il nome di questo ristorante che si trova nella città vecchia. É un ristorante indiano, molto spartano ma ne parlano molto bene il New Delhi, Th Ratwithi Street (Figura 6). Il ristorante e la cena risultano davvero ottimi ad un prezzo abbordabilissimo (100 – 180 bath).

Dopo un drink mi dirigo in stanza, domani spostamento direzione Chiang Rai.

Questa città Chiang Mai mi ha davvero colpito, sia per la bellezza dei suoi templi, sia per la sua città vecchia davvero ben tenuta con le sue mura!

GIORNO 3: CHIANG MAI – WHITE TEMPLE

Sveglia di prima mattina, parto direzione Chiang Rai. L’idea è quella di visitare i dintorni di Chiang Rai, il tempio Wat Rong Khun meglio conosciuto come tempio bianco e organizzare un tour nelle minoranze etniche.
Vi sono diversi villaggi di minoranze etniche provenienti dalla Cina, dalla Birmania.

Io vorrei visitare i villaggi Karen, dove vi sono le famose donne giraffa, che portano al collo questi anelli che poi negli anni fa allungare appunto il collo.

Il viaggio dura diverse ore, ci fermiamo a visitare uno dei templi più suggestivi e stravaganti della Thailandia e cioè il Wat Rong Khun. Situato poco fuori città attira un gran numero di visitatori facendone una delle attrazioni più visitate a Chiang Rai.

L’unicità di Wat Rong Khun è dovuta al colore bianco e agli specchietti, presenti nell’intonaco, che scintillano alla luce del sole.
Il colore bianco simbolizza la purezza del Buddha, mentre gli specchietti ne simbolizzano la saggezza.

L’opera è stata progettata da Chalermchai Kositpipat, famoso artista Thai.
Basta poco, avvicinandosi, per essere immediatamente catapultati nel mondo di quest’autore, che ci regala una visione alquanto surreale degli insegnamenti buddhisti, rivisitati in chiave moderna e riproposti al visitatore, in maniera decisamente originale.

La costruzione ebbe inizio nel 1997 ma non è ancora chiara la data di completamento; si parla del 2070.

Fonte foto 7 e 8: http://www.watrongkhun.org/

La visita richieste qualche ora, dopodichè riparto direzione Chiang Rai che raggiungo in poco tempo.

Chiang Rai come quasi tutti i luoghi turistici asiatici è pieno di agenzie che propinano diversi tour, tour di qualsiasi tipo e anche spostamenti. Capisco subito che essendo da solo, per poter partecipare ad uno di questi tour devo sperare che altra gente si sia precedentemente iscritta. Visto questi problemi, e visto che la città mi risulta poco interessante decido di non partecipare a nessun tour organizzato, con l’idea di farlo poi in un secondo momento, magari nelle zone di Luang Prabang.

Perciò decido di acquistare in un’agenzia lo spostamento da Chiang Rai verso il confine con il Laos dove via fiume (Mekong) in due giorni raggiungerò Luang Prabang.

Faccio un giro per la città, ceno e rientro in hotel.

GIORNO 5: CHIANG KHONG – MEKONG RIVER

Di primo mattino, mi preparo, faccio il check in, in attesa del furgone che mi porterà a Chiang Khong.

La sera precedente infatti, come scritto pocanzi, ho organizzato il trasporto verso questa località, dove poi passerò la dogana con il Laos per poi prendere una barca che in due giorni mi porterà a Luang Prabang. (Figura 9)

Tutti questi spostamenti, compreso il pranzo sono stati organizzati dall’agenzia. L’unica cosa non compresa nel pacchetto, è la notte di sosta lungo il tragitto via fiume verso Luang Prabang presso Pak Beng.

Il viaggio risulta veloce, dopo 1h mi trovo a Chiang Khong, dove ci mettiamo in colonna per passare la dogana per entrare in Laos.

Mi metto in fila con tutte le altre persone, però una volta arrivato al posto di controllo le guardie mi fanno passare per un altro varco.

Con iniziale stupore, anche perché in questi paesi è sempre buona regola fare attenzione quando si esce o si entra da un posto doganale (pagare tassa uscita, verificare VISA, attenzione nel portare determinati oggetti, ecc) mi ritrovo in men che non si dica saltando tutta la coda in Laos.

Chiedendo spiegazioni, mi viene detto che gli accordi tra la Svizzera e il Laos sono cambiati e per questo motivo non vi sono più tasse d’uscita e controlli vigorosi come per persone provenienti da altre nazioni.

Felice d’aver passato velocemente la dogana anche senza pagare tasse, con un ulteriore bus veniamo portati, dopo aver pranzato nel posto dove ci imbarcheremo sulla barca per due giorni direzione Luang Pragang.

Dopo aver effettuato tutte le formalità burocratiche tra biglietto, zaino, ecc si parte sul grande fiume Mekong.

Faccio subito amicizia con un gruppo di ragazzi, provenienti da svariate nazioni, e passiamo il viaggio nel retro della barca tra una birra e qualche racconto.

In particolare faccio conoscenza con Juan un ragazzo argentino di Buenos Aires.

Nel tardo pomeriggio arriviamo a Pak Beng, paesino assolato lungo il fiume Mekong.

Qui faremo tappa per la notte per poi riprendere la navigazione l’indomani.

Ognuno per la notte di sosta dovrà cercarsi la stanza.

Il paesino è davvero piccolo, risulta essere un luogo di passaggio per le tante barche che sostano lungo il tragitto verso Luang Prabang.

Trovo subito, trattando sul prezzo per la notte, una guesthouse per 10 USD.

Esco dopo una veloce doccia, per la cena, e passeggiando per il paesino ritrovo in un ristorante una tavolata di persone in parte conosciute sulla barca, le quali mi invitano a cenare con loro.

La cena, la serata, l’ambiente, il fatto di poter condividere questo momento insieme a svariate culture e lingue risulta incredibile. Questi momenti possono capitare, e sono probabilmente una delle cose più apprezzabili proprio in questi viaggi zaino in spalla!

Si è fatto tardi, chiuso il ristorante, rientro nella guesthouse, domani si riparte presto via fiume direzione Laos.

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